Amministratore di sostegno

Una figura nuova di volontariato

L' amministratore di sostegno è una figura nuova di volontariato introdotta con la legge n.6 del 19 gennaio del 2004, con il fine di aiutare le persone con delle difficoltà e fragilità nella gestione della vita quotidiana a seguito di una dichiarata infermità fisica o psichica, temporanea o parziale. È una figura giuridica che accompagna i soggetti più deboli rispettandone il loro diritto individuale e sociale.

Nello specifico ha il compito di assistere, rappresentare il proprio beneficiario, rispettando i suoi bisogni, aspirazioni e limiti. I compiti dell’amministratore di sostegno vengono specificati nel provvedimento di nomina emesso dal giudice tutelare. L’incarico può essere anche temporaneo.


La nomina

Questo processo viene fatto dal giudice tutelare con un decreto immediatamente esecutivo, ciò sta a significare maggiore celerità di azione e più facilità nella modifica eventuale del provvedimento nell’ipotesi di nuove esigenze o emergenze.

La nomina può essere adottata con urgenza, per gravi comprovati motivi, prima dell’espletamento della normale procedura.


La domanda

Il ricorso al Giudice Tutelare (attravesro una specifica domanda), per ottenere la nomina dell’amministratore di sostegno può essere proposta dallo stesso interessato, dai parenti e dalle persone stabilmente conviventi, dal Pubblico Ministero e, direttamente, dai servizi sociali che collaborano con gli Enti istituzionali (es. il Sindaco).

Il procedimento per l’amministratore di sostegno è gratuito e non è prevista l’assistenza di un legale.

La pratica è esente dalle spese di registrazione degli atti e dal pagamento del cosiddetto contributo unificato. La marca da bollo è l’unica tassa da versare al momento della presentazione dell’istanza.


La scelta dell’amministratore

E' fatta su indicazione dello stesso beneficiario o da colui che presenta la domanda; vanno preferiti, nell’ordine, i parenti od affini. E in mancanza di tutte queste persone, essa cade su di un’altra ritenuta idonea come, ad esempio, un volontario

Il volontario è una figura molto importante sulla quale si fa affidamento date le elevate richieste di Amministratori di sostegno. Ai volontari non sono richieste particolari professionalità o specifiche competenze.

Per la ricerca di quest’ultima importante figura è stato istituito presso gli Ambiti, l’elenco (registro) dei soggetti disposti ad assumere l’incarico e nel quale si iscrivono le persone disponibili alla nomina.

Non possono essere chiamati ad esercitare tale funzione gli operatori dei servizi sociali.


Effetti dell’amministrazione di sostegno

Il beneficiario conserva la capacità di agire per gli atti della vita quotidiana, salvo specifici vincoli indicati nel decreto di nomina assegnati all’amministratore di sostegno.


Controlli e garanzie

Tutto quanto avviene nell’ambito dell’amministrazione è sottoposto al controllo del giudice tutelare.

Gli atti compiuti contro le disposizioni possono essere annullati e l’amministratore revocato. I decreti del giudice tutelare possono essere oggetto di impugnazione innanzi alla Corte d’Appello.

L’amministratore di sostegno, alla fine di ogni anno solare, ed ogni qualvolta il giudice tutelare lo richiede, sottopone all’approvazione di quest’ultimo il rendiconto della gestione economica e presenta una relazione sulle condizioni di vita del beneficiario.


La gratuità dell’amministrazione

L’incarico di amministratore è gratuito.

Il giudice tutelare può eventualmente riconoscere un “rimborso spese” compatibilmente con le risorse economiche del beneficiario.


I prncipali compiti dell’amministratore di sostegno

L’amministratore ha dei precisi compiti nello svolgimento dell’incarico fissati nel decreto di nomina:

  1. deve, innanzitutto, tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario;
  2. deve coinvolgere il beneficiario sugli atti da compiere;
  3. in caso di dissenso o non accordo con il beneficiario stesso deve informare il giudice tutelare;
  4. per il compimento di atti di straordinaria amministrazione deve essere autorizzato dal giudice.

L’amministratore di sostegno può essere revocato, su istanza motivata.

In caso di contrasto, di scelte dannose, di negligenza nel perseguire l’interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o altri soggetti legittimati (coniuge e familiari), possono ricorrere al giudice tutelare, il quale adotterrà con decreto motivato gli opportuni provvedimenti.