Mission

Il pensiero e la filosofia dell'Associazione

L’amministratore di sostegno, un impegno individuale nel sociale

La fragilità, il rispetto, la generosità.

In un mondo che vede profitto, tecnologia, soddisfazione del sé, come priorità assolute sono parole che possono sembrare fuori luogo.

Ma la fragilità è forse ancora più presente, perché molti non hanno più la capacità di combattere in un contesto sempre più competitivo.

Ed il rispetto è il vero baluardo contro una dilagante arroganza e la salvaguardia per la permanenza nel consesso civile di tutte le persone, aldilà di ogni loro limitazione.

Infine, la generosità è la moneta di scambio più preziosa, quella che non perde mai valore, che più viene spesa più arricchisce chi a piene mani la distribuisce, tornando sempre cento volte tanto.

Una felice sintesi di questi elementari pensieri è la legge n.6 del 19 gennaio del 2004 che introduce nel nostro ordinamento l’istituto dell’amministrazione di sostegno.

Nasce così l’amministratore di sostegno, una figura nuova di volontario creata per aiutare le persone con fragilità nella gestione della vita quotidiana, una figura giuridica moderna che affianca i soggetti più deboli, rispettandone l’identità sociale.

Quando l’età, la malattia, l’handicap, la dipendenza, impediscono alla persona di poter curare in modo completo le scelte che ogni giorno devono essere fatte, può essere chiesto al Giudice Tutelare di individuare un volontario che si possa affiancare e dare un aiuto in tutta una vasta gamma di decisioni che autonomamente non possono essere più essere serenamente prese.

La prima scelta, quando è possibile, è fatta nella cerchia famigliare, l’ambito naturale e più importante della cura degli interessi di ogni individuo.

Molte volte il tessuto famigliare è però lacerato, o ormai non più esistente, come è sempre più frequente nella realtà urbana dove gli anziani si trovano ad essere assolutamente soli: diventa allora necessario trovare generosa disponibilità in altre persone.

La legislazione offre utilissimi strumenti di supporto a questi generosi volontari, in particolare la legislazione della Regione Friuli Venezia Giulia alla quale forte impulso ha dato la Magistratura del Tribunale di Pordenone.

A disposizione dell’amministratore di sostegno ci sono associazioni che lo possono aiutare a svolgere il proprio mandato senza complicazioni burocratiche, fornendo un ampio supporto, nei tanti casi in cui singolarmente non si abbia la sufficiente conoscenza o esperienza, con sportelli dedicati e con la realizzazione di corsi di formazione e la preparazione di incontri di approfondimento di singoli temi.

In questo ambito si inserisce l’Associazione Martino Onlus, che è impegnata con le sue strutture a fornire consulenza, aiuto e formazione agli amministratori di sostegno che fanno riferimento al Tribunale di Pordenone.

A fianco dell’amministratore di sostegno ci sono anche i servizi sociali e il Giudice Tutelare che, con la sua funzione di autorizzazione e controllo, dà sicurezza nell’azione e nelle scelte di maggior rilievo.

Ma, a differenza di quasi ogni altra forma di volontariato, in questo caso il rapporto non ha mediazione di nessuna organizzazione, non è esercitato a turni ed è esclusivo.

Chi sceglie di offrirsi come amministratore di sostegno decide quindi di prendersi cura di una persona, di creare un legame diretto di solidarietà umana.

Diventa uno splendido modo di darsi a qualcun altro come se fosse un padre, come se fosse un figlio.


Ing. Claudio Roberto Negrini


Presidente Associazione Martino