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L'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

Una sfida collettiva a sostegno dei soggetti deboli

Gentile lettore sollecitata dal Tribunale di Pordenone e in collaborazione con l'Ambito Urbano 6.5 e l’Azienda per i Servizi Sanitari, l’Associazione Martino sta operando per sensibilizzare la popolazione per fare esprimere volontari per l’amministrazione di sostegno. La carenza di questa disponibilità sta progressivamente diventando emergenza: per questo motivo portiamo alla tua attenzione la possibilità di operare perché questo non avvenga. Crediamo sia un doveroso impegno che potrà essere assolto con generosità, impegnandosi direttamente, o facendosi veicolo del messaggio, sensibilizzando chi sta a fianco a riflettere su queste tematiche con un positivo contagio. Per aiutarti a capire quanto questo sia possibile, nelle pagine che seguono viene compiutamente presentata la figura giuridica e come questa venga aiutata nel proprio compito. Ai circa 4000 soggetti che nella nostra Provincia hanno bisogno di questo affiancamento agni anno se ne aggiungono centinaia e molti di questi non hanno nella cerchia famigliare chi li possa aiutare: confido che tu non resti insensibile alla loro richiesta di aiuto.

Ing. Claudio Roberto Negrini
Presidente Associazione Martino Onlus

L’amministratore di sostegno, un impegno individuale nel sociale

La fragilità, il rispetto, la generosità. In un mondo che vede come priorità assolute il profitto, la tecnologia, la soddisfazione del sé, queste sono parole che possono sembrare fuori luogo. Ma la fragilità è forse ancora più presente, perché molti non hanno più la capacità di combattere in un contesto sempre più competitivo. Ed il rispetto è il vero baluardo contro una dilagante arroganza e la salvaguardia per la permanenza nel consesso civile di tutte le persone, aldilà di ogni loro limitazione. Infine, la generosità è la moneta di scambio più preziosa, quella che non perde mai valore, che più viene spesa più arricchisce chi a piene mani la distribuisce, tornando sempre cento volte tanto. Una felice sintesi di questi elementari pensieri è la legge n.6 del 9 gennaio del 2004 che introduce nel nostro ordinamento l’istituto dell’amministrazione di sostegno. Nasce così l’amministratore di sostegno, una figura nuova di volontario creata per aiutare le persone con fragilità nella gestione della vita quotidiana, una figura giuridica moderna che affianca i soggetti più deboli, rispettandone l’identità sociale. Quando l’età, la malattia, l’handicap, la dipendenza, impediscono alla persona di poter curare in modo completo le scelte che ogni giorno devono essere fatte, può essere chiesto al Giudice Tutelare di individuare un volontario che si possa affiancare e dare un aiuto in tutta una vasta gamma di decisioni che autonomamente non possono essere più essere serenamente prese. La prima scelta, è fatta nella cerchia famigliare (in caso ciò fosse possible), l’ambito naturale e più importante della cura degli interessi di ogni individuo. Molte volte il tessuto famigliare è però lacerato, o ormai non più esistente, come è sempre più frequente nella realtà urbana dove gli anziani si trovano ad essere assolutamente soli: diventa allora necessario trovare la generosa disponibilità in altre persone. La legislazione offre utilissimi strumenti di supporto a questi i disinteressati volontari, in particolare la normativa della Regione Friuli Venezia Giulia alla quale forte impulso ha dato la Magistratura del Tribunale di Pordenone. A disposizione dell’amministratore di sostegno ci sono associazioni che lo possono aiutare a svolgere il proprio mandato senza complicazioni burocratiche, fornendo un ampio supporto, nei tanti casi in cui singolarmente non si abbia la sufficiente conoscenza o esperienza, - con sportelli dedicati e con la realizzazione di corsi di formazione e la preparazione di incontri di approfondimento di singoli temi. In questo ambito si inserisce l’Associazione Martino Onlus, che è impegnata con le sue strutture a fornire consulenza, aiuto e formazione agli amministratori di sostegno che fanno riferimento al Tribunale di Pordenone. A fianco dell’amministratore di sostegno ci sono anche i servizi sociali e il Giudice Tutelare che, con la sua funzione di autorizzazione e controllo, dà sicurezza nell’azione e nelle scelte di maggior rilievo. Ma, a differenza di quasi ogni altra forma di volontariato, in questo caso il rapporto non ha la mediazione di nessuna organizzazione, non è praticato a turni ed è esclusivo. Chi sceglie di offrirsi come amministratore di sostegno decide quindi di prendersi cura di una persona, di creare un legame diretto di solidarietà umana. Diventa così uno splendido modo di darsi a qualcun altro come se fosse un padre, come se fosse un figlio. Diventa una splendida opportunità d'impegno.

L'aspetto normativo.

Come detto, la figura dell'amministratore di Sostegno è stata introdotta dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6. Tale legge presenta alcune importantissime novità, in particolare:

  • il superamento del concetto di malattia mentale come presupposto ineludibile per l'intervento;
  • lo snellimento e accelerazione del cammino processuale che riguarda la nomina;
  • In dettaglio, la normativa sull'amministratore di sostegno, quale figura aggiuntiva a quelle preesistenti, può essere riassunta come segue

Finalità

Tutelare con limitati impedimenti la capacità di agire, sia essa dovuta a problemi fisici, psichici, cognitivi, di alcolismo, di droga, di età (ove aggravata da congiunture particolari) ecc. L'amministratore di sostegno ha il compito di assistere il proprio beneficiario, rispettando i suoi bisogni, aspirazioni e limiti. I poteri dell'amministratore di sostegno sono specificati nel provvedimento di nomina emesso dal giudice tutelare. L'avvenuta nomina dell'amministratore di sostegno è annotata a margine dei registri di stato civile, al fine di consentire a terzi il controllo sul suo operato. L'incarico dura dieci anni, ma può essere rinnovato. Se l’amministratore di sostegno è il coniuge o la persona stabilmente convivente o un parente l’incarico è indeterminato, salvo rinuncia o richiesta di revoca dello stesso interessato.

La Nomina

Viene fatta dal giudice tutelare con un decreto immediatamente esecutivo: ciò significa maggiore celerità e più facile modificabilità del provvedimento nell’ipotesi di nuove esigenze od emergenze.

Nomina urgente

La nomina di un Amministratore di sostegno può essere adottata con urgenza, per gravi comprovati motivi, anche prima dell'espletamento della normale procedura; essa ha carattere provvisorio.

La domanda

La domanda (tecnicamente chiamata "ricorso") di nomina dell'amministratore iI sostegno può essere proposta dallo stesso interessato, dal coniuge (non legalmente separato), dalla persona con lui stabilmente convivente, dai parenti entro il IV" grado (genitori, figli, nonni, fratelli, zii, nipoti, cugini), dagli affini entro il II" (suoceri, generi, nuore, cognati), od anche dal Pubblico Ministero, e, direttamente dai servizi sociali che collaborano con enti istituzionali (es. il sindaco).

La scelta dell'amministratore

E' fatta su indicazione dello stesso beneficiando o di colui che presenta la domanda; vanno preferiti, nell'ordine, il coniuge non separato, la persona stabilmente convivente, uno dei parenti od affini. E, in mancanza di idoneità di tutte queste persone, essa cade su di un'altra ritenuta idonea (ad esempio un volontario). Per la ricerca di quest'ultima "figura" è stato istituito il registro comunale degli amministratori di sostegno, nel quale possono essere iscritte le persone interessate e disponibili alla nomina. In assenza di tali soggetti, o per gravi motivi, il giudice tutelare affida l’incarico al legale rappresentante (od un suo delegato) di persone giuridiche, associazioni o fondazioni. Non possono essere chiamati ad esercitare tale funzione gli operatori pubblici o privati che hanno in carico il beneficiario (operatori di servizi sociali).

Effetti dell'amministratore di sostegno

Il beneficiario conserva la capacità di agire sia per gli atti della vita quotidiana, sia per tutto ciò che nel decreto di nomina non sia vincolato ad intervento dell'amministratore di sostegno. L’istituto dell'amministrazione di sostegno non prevede l' annullamento delle capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici, e in questo si differenzia dall'interdizione.

Controlli

Tutto quanto avviene nell'ambito dell'amministrazione è sottoposto al controllo del giudice tutelare, che può intervenire sia d'ufficio, sia su richiesta da uno qualsiasi dei soggetti già nominati. Gli atti compiuti contro le regole possono essere annullati e l'amministratore revocato. I decreti dello stesso giudice tutelare, viceversa, possono a loro volta essere oggetto di impugnazione innanzi alla Corte d'Appello. L'amministratore di sostegno, alla fine di ogni anno solare, alla conclusione del mandato, ed ogni qualvolta il giudice tutelare lo richiede, sottopone all'approvazione di quest'ultimo il rendiconto della gestione economica e presenta una relazione sulle condizioni di vita del beneficiario.

La gratuità dell'amministrazione

L'incarico di amministratore di sostegno è gratuito; è possibile richiedere un "rimborso spese" compatibilmente con le risorse economiche del beneficiario.

I doveri dell'amministratore di sostegno

L'amministratore ha dei precisi doveri nello svolgimento dell'incarico deve:
a - innanzitutto, tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario;
b - tempestivamente informare il beneficiario sugli atti da compiere;
c - informare il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso;
d - chiedere l’autorizzare dal giudice per il compimento di atti di straordinaria amministrazione.
Su istanza al giudice, I'amministratore può essere sostituito qualora ne sussistano i motivi e i presupposti. Come già detto, la stessa amministrazione di sostegno può essere revocata, su istanza motivata, qualora non sussistano più i presupposti che l'hanno determinata.

Altre modalità

In caso di contrasto, di scelte o atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l'interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o altri soggetti legittimati (coniuge, familiari, parenti, affini) possono ricorrere al giudice tutelare che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti. Su istanza del giudice l'amministratore può essere sostituito qualora ne sussistano i motivi e i presupposti. La stessa amministrazione di sostegno può essere revocata, su istanza motivata, qualora non sussistano più i presupposti che l'hanno determinata.

Quanto costa

In linea generale il procedimento per l'amministratore di sostegno è gratuito. Per questo ricorso non è prevista l'assistenza di un legale. Lo spirito della norma è molto chiaro: assicurare forme di tutela in modo snello e anche meno costoso. Si tratta, inoltre, di un procedimento esente dalle spese di registrazione degli atti e dal pagamento del cosiddetto contributo unificato. La marca da bollo è l'unica tassa da versare al momento della presentazione dell'istanza oltre i diritti per il rilascio di copie dei provvedimenti quando necessario.

L'aspetto normativo.

Martino è un’associazione di volontari che si dedicano all'aiuto e alla diffusione della conoscenza della figura dell'Amministratore di Sostegno (A.d.S.) e allo sviluppo della cultura dell'aiuto. La figura giuridica dell’A.d.S. nasce con la legge n.6 del 9.01.2004 che supera di fatto gli istituti dell'interdizione e della tutela con un nuovo modello di sostegno alle persone con fragilità. Questo modello mantiene, prima di tutto, una integrità della capacità di essere persona di chi si trova, per i più variati motivi (disabilità, dipendenza, senescenza, …), nella necessità di essere aiutato e, in secondo luogo, semplifica enormemente le procedure rendendo non necessario il patrocinio di un legale. Chi arriva in aiuto, l’A.d.S., deve essere un volontario, nominato dal giudice tutelare, scelto preferibilmente nella cerchia famigliare e, dove questo non sia possibile, tra volontari terzi. Questi volontari si devono occupare della gestione delle risorse economiche e finanziarie, delle scelte per il benessere e la salute, fino a quelle del fine vita, del beneficiario, interfacciandosi, quando necessario, col Giudice Tutelare e a questo rendicontando annualmente. Martino opera favorendo la conoscenza e la diffusione all'interesse per la figura dell'Amministratore di Sostegno, organizzando corsi di formazione e informazione, workshop di approfondimento sulle tematiche di interesse specifico, assistendo gli Amministratori di Sostegno, e prima ancora di chi sta cercando aiuto, in tutte le interazioni con il Tribunale di Pordenone. Tale ultima attività è svolta presso uno sportello, aperto tutti i giorni presso il Tribunale di Pordenone, dove sono presenti normalmente quattro volontari e con collaboratori retribuiti presso la Cancelleria della Volontaria Giurisdizione. Questo modello operativo offre, da una parte, ai circa 4000 amministratori di sostegno della Provincia di Pordenone un facile e rapidissimo accesso a tutte le interazioni col Tribunale e, dall'altra, ai Giudici Tutelari un punto di interfaccia qualificato che permette un dialogo con i richiedenti estremamente semplificato e fluido. Martino opera, infine, in collaborazione con le Associazioni di Volontariato che si rivolgano a soggetti che hanno bisogno di amministrazione di sostegno per sviluppare supporti formativi e aiuti procedurali specifici. Martino sta attualmente sviluppando un programma di reperimento e formazione di Amministratori di Sostegno per soggetti con problemi di salute mentale, in collaborazione con il Tribunale di Pordenone, l’Azienda per i Servizi Sanitari n.6 e la Facoltà di Scienze dell’Educazione. I volontari dell’Associazione offrono un impegno personale pari a circa 3500 ore annue presso lo sportello. Ogni possibile contributo, in disponibilità personale, supporto progettuale, impegno di risorse, può essere prezioso a favore dei soggetti che l’associazione si propone di aiutare.

Attivita’ dell’associazione Martino

PRESSO IL TRIBUNALE DI PORDENONE

L’attività svolta dallo sportello degli amministratori di sostegno presso il Tribunale di Pordenone rivolta all’utenza può così essere dettagliata:

  • Fornire informazioni chiare e precise sull’iter procedurale dell’amministrazione di sostegno, sugli obblighi posti a capo dell’amministratore di sostegno, sulle sue responsabilità, sulla rete sociale su cui poter contare nell’esecuzione dell’incarico conferito dal giudice, sulle modalità attraverso le quali richiedere al giudice tutelare autorizzazioni per tutte quelle attività che non rientrano tra quelle elencate nel decreto di nomina ed, infine, sulle modalità di stesura del rendiconto periodico da presentare al giudice;
  • Aiutare i richiedenti nella compilazione dei documenti necessari alle richieste rivolte al giudice - nomina e revoca di amministratore di sostegno, modifiche del decreto di nomina, autorizzazioni per attività straordinarie - verificando la completezza delle informazioni fornite e dei documenti allegati;
  • Seguire l’intero iter procedurale, dal momento del deposito del ricorso in Cancelleria fino alla sua conclusione, mantenendo contatti con gli utenti, tenendoli aggiornati sui risvolti, avvisandoli della data dell’udienza e della pronuncia del decreto di nomina, spiegando loro le notifiche che sono necessarie;
  • Fare da tramite tra gli amministratori di sostegno ed i giudici quando si verificano situazioni particolari, quali la necessità di spostare il luogo o la data d’udienza o di modificare il decreto di nomina per errori materiali nella sua stesura;
  • Affiancare gli amministratori di sostegno negli adempimenti relativi alla conclusione del procedimento, quali la presentazione del rendiconto finale e della documentazione attestante le motivazioni della chiusura del procedimento (morte del beneficiario, venir meno dello stato di bisogno iniziale).
  • Predisposizione rendiconti.

RELAZIONI CON I SERVIZI SOCIO SANITARI

Progressivamente è stata allacciata una rete di contatti dapprima con i diversi operatori del Servizio Sociale dell’Ambito 6.5 ed, in seguito, anche con quelli degli altri Ambiti Distrettuali. Nei confronti di costoro l’attività consiste nel: - raccogliere le segnalazioni che giungono, valutare insieme la migliore modalità di intervento nell’interesse di soggetti meritevoli di sostegno, coadiuvare gli assistenti sociali nella predisposizione del ricorso; - tenere informati gli operatori coinvolti nel procedimento di amministrazione di sostegno circa lo stato di avanzamento dei procedimenti dagli stessi instaurati, avvisarli tempestivamente delle udienze e del ritiro delle copie dei documenti, inoltrare loro le comunicazioni indirizzate dai giudici tutelari.

RELAZIONI CON GLI ALTRI SPORTELLI DI AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Le figure che operano intorno all’istituto dell’amministrazione di sostegno sono numerose, pertanto è stata allacciata una rete di contatti costanti anche con gli altri sportelli di amministratori di sostegno (di Maniago, Spilimbergo, Sacile, Azzano Decimo ) e con quelli aperti presso le sedi dell’AITSAM (Pordenone, Sacile e Porcia) operando nel modo seguente: - il personale addetto a tali sportelli deposita in Tribunale i ricorsi, le istanze ed i rendiconti ad essi consegnati dalle persone, rivolgendosi direttamente alle scriventi, le quali in seguito contattano gli addetti dello sportello di riferimento tenendoli costantemente informati di tutti gli adempimenti successivi (ritiro copie, consegna marche da bollo, notifiche, data del giuramento), in maniera tale da rendere la procedura meno onerosa per gli utenti stessi. Inoltre da settembre 2013 con la chiusura del Tribunale di Portogruaro ed il trasferimento di tutte le pratiche AdS al Tribunale di Pordenone lo sportello ha portato avanti tutta la gestione dei ricorsi, dal momento del deposito al giuramento.

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